Ufficio Migranti: una nuova realtà diocesana

Equipe Ufficio MigrantiLo scorso 30 giugno 2018, è stato istituito, per volere del Vescovo Lorenzo Loppa, il primo Ufficio Migranti della Diocesi di Anagni–Alatri, nato dall’esigenza di trovare, anche all’interno della Chiesa locale, un punto di riferimento per le sfide poste dai cambiamenti sociali e demografici del territorio.

L’Ufficio può contare sulla guida di Sabrina Atturo, nonché sulla collaborazione e sinergia con altri Uffici ed iniziative diocesane, tra cui Caritas, progetto Policoro, Pastorale Sociale e Osservatorio territoriale diocesano.

L’intento che l’Ufficio si pone, è aggiungere un tassello nel processo di sviluppo di comunità solidali, pronte ad accogliere, fare rete e stringersi intorno a coloro che rischiano di rimanere ai margini. Il senso della sua missione è racchiuso nelle parole di Papa Francesco: “Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo (cfr Mt 25,35.43)”.

Il termine “incontro” può essere definito come un atto direzionale di movimento e, nello specifico, “il movimento verso persone che siano a loro volta dirette o rivolte verso di noi” (Treccani). Non è cosa facile: entrare in contatto con una cultura nuova, empatizzare con persone che parlano linguaggi diversi, comprenderne i pensieri e le esperienze, ci costa fatica o ci spaventa. Abbiamo paura che l’altro disturbi l’ordine costituito o “rubi” qualcosa di quanto si è faticosamente costruito. Ci è richiesto un grande sforzo: l’incontro obbliga a metterci in discussione, a rinegoziare l’equilibrio di un sistema. E così, per paura o per fatica, spesso rinunciamo a muoverci in direzione dell’altro; non solo, alziamo barriere per difenderci. Ma anche l’altro ha le sue paure: teme il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento.

In entrambi i casi, le paure sono legittime, perché fondate su dubbi umanamente comprensibili, non è un peccato. “Il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l’odio e il rifiuto. Il peccato è rinunciare all’incontro con l’altro, all’incontro con il diverso, all’incontro con il prossimo, che di fatto è un’occasione privilegiata di incontro con il Signore” (Papa Francesco, Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato 2018).

L’Ufficio Migranti aspira dunque a è affiancare le varie comunità presenti sul territorio a vivere proprio questo incontro, accompagnandole verso un processo di autentica promozione umana, di accoglienza reciproca, di reale e rispettosa integrazione. L’integrazione, del resto, è un processo bidirezionale attraverso cui un individuo si inserisce e viene accolto in un nuovo sistema: “unione, fusione di più elementi o soggetti che si completano l’un l’altro attraverso il coordinamento dei loro mezzi, risorse e capacità”. Perché lo fanno? Per “rendere intero, pieno, perfetto ciò che è incompleto o insufficiente a un determinato scopo” (Treccani). Una società che esclude è infatti una società che alimenta fratture al suo interno, che genera paure, incomprensione, pregiudizio e sospetto, quindi conflitto.

L’esclusione e la marginalizzazione possono colpire vari gruppi umani per diversi motivi specifici, ma il comune denominatore è spesso la scarsa o errata conoscenza di ciò che distingue quel gruppo. Finché non conosco qualcosa dell’altro, non so come relazionarmi; affinché possiamo comprenderci, è necessario che ci sintonizziamo su un linguaggio condivisibile. Bisogna quindi trovare qualcosa che ci accomuna, che entrambi possiamo intendere, e che possa permetterci di ri-conoscerci l’un l’altro. Quello sarà il nostro punto di incontro.

L’Ufficio Migranti, operativo da ottobre 2018, lavorerà innanzitutto per conoscere (e far conoscere) le “realtà migranti” che caratterizzano il nostro territorio, sia attraverso un’analisi sociologica, sia mediante il racconto delle storie di migrazione di alcuni. L’Ufficio mira inoltre a favorire occasioni di scambio e scoperta reciproci; a collaborare con la società civile e fare rete con le realtà associative, imprenditoriali e istituzionali del territorio; a cercare risposte alle situazioni di disagio e marginalizzazione riscontrate.

Per info e curiosità: migrantes@diocesianagnialatri.it

* Articolo redatto da Silvia Compagno per la rubrica “Incontri” del mensile diocesano Anagni-Alatri Uno (numero di dicembre 2018) e ripreso da Anagnia.com, Giornale Fiuggi, Gente Comune (Alatri). Foto: Credits, Ufficio Migrantes.

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