Ambiente e territorio

 
Il territorio della Diocesi di Anagni-Alatri si estende su una superficie di circa 787 chilometri quadrati ed è interessato da una importante attività carsica.

Sono circa 91.000 gli abitanti che vivono al crocevia di tre grandi catene montuose: i Monti Ernici, i Monti Lepini e i Monti Simbruini, dove sono incastonate una serie di bellezze da scoprire.

Il Lago di Canterno

(Foto: ©Gente Comune)

Tra i comuni di Trivigliano, Fumone, Fiuggi, Ferentino e Torre Cajetani è custodita la Riserva Naturale del Lago di Canterno, la cui superficie è di 1824 ettari. Il lago si è originato nei primi decenni del secolo scorso in seguito alla progressiva occlusione del suo unico emissario, l’inghiottitoio Pertuso, e rappresenta un prodotto superficiale carsico.

L’intera zona è interessata da fenomeni geomorfologici carsici, superficiali e sotterranei, testimoniati dalla presenza sul territorio di doline, grotte e inghiottitoi: le grotte di Madonna della Stella, nel versante ovest del Monte Monna; le grotte di Corniano, ai piedi dell’omonimo monte; tre inghiottitoi, (la Bocca di Patoni, la Bocca di Puzziglio e la Bocca della Parata).

Degno di nota è l’affaccio a Est verso i Monti Ernici, dove si stagliano le due nobili vette rocciose della Monna e della Rotonaria, che in inverno si specchiano innevate sulle acque azzurre del lago e appaiono al tramonto tinte di rosso, porpora o viola. Anche l’ambiente circostante, caratterizzato da prati verdissimi e colline brulle e boscose, rende questo “lago fantasma” uno scorcio magico di Ciociaria.

La Strada del Vino Cesanese: da Affile ad Anagni

Le strade che si snodano lungo il territorio diocesano offrono una serie di vedute su panorami suggestivi. Un esempio è rappresentato dalla Strada del Vino Cesanese, che include sei comuni, da nord a sud: Affile, Serrone, Piglio, Acuto, Paliano e Anagni.

La prima tappa è rappresentata dal Comune di Affile, incastonato tra i Monti Affilani: è da qui che prende il nome il pregiato vino locale, il “Cesanese d’Affile”, o “Affile”, prodotto dalla lavorazione delle uve provenienti dai vigneti composti dai vitigni Cesanese di Affile e/o Cesanese comune.

Attraversando l’altopiano carsico di Arcinazzo si raggiunge Serrone, piccolo borgo in cui la concentrazione di ristoranti e soste del gusto è notevole.

Proseguendo si arriva a Piglio, paese che si sviluppa lungo la cresta di uno sperone roccioso, alle falde del Monte Scalambra. Da questo luogo deriva la denominazione del vino “Cesanese del Piglio”, o “Piglio”, che ha origine esclusivamente dal vitigno Cesanese di Affile.

Da Piglio si può continuare il percorso verso Acuto. Qui, dalle rive del laghetto Volubro, si può godere di un incantevole panorama sulla Valle del Sacco.

Penultimo comune lungo la Strada del Vino Cesanese è Paliano, città rinascimentale collegata a Fiuggi da una strada che scende dai monti.

Punto di arrivo della Strada del Vino è la città di Anagni, la “Città dei Papi”.

I Monti Simbruini e il Parco Naturale Regionale

Nel territorio diocesano sono presenti due importanti stazioni sciistiche: Campocatino, nel Comune di Guarcino, e Campostaffi, nel Comune di Filettino.

Nel territorio di Guarcino si trovano anche le sorgenti di: Capocosa, a 1185 m, Caporelle, a 934 m, da cui si origina il fiume Cosa, e Filette, da cui sgorga una eccellente acqua imbottigliata a partire dalla fine dell’Ottocento.

Il paese di Filettino sorge a 1062 metri sul livello del mare, circondato dai Monti Viglio, Cotento e Tarino. Il Monte Viglio, con i suoi 2156 m, è la vetta più alta del territorio del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, da cui si può godere di un imponente panorama sulle catene appenniniche e, nelle giornate più terse, anche sulle isole Pontine.

Nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini è presente il Comune di Vallepietra, luogo sacro di inaudita bellezza, frequentato fin dai tempi antichi. In questo straordinario paesaggio, il massiccio del monte Autore domina i Monti Simbruini e dal suo fianco meridionale nascono una serie di sorgenti che danno vita al Simbrivio, affluente dell’Aniene.

Infine, una delle bellezze naturali più suggestive dei Monti Simbruini è rappresentata dalla Cascata di Trevi nel Lazio, nell’omonimo Comune, presso l’area archeologica di Comunacque, dove le acque del Simbrivio confluiscono con quelle limpide dell’Aniene.

Il versante dei Monti Lepini

Sul versante dei Monti Lepini si trovano i Comuni di: Carpineto Romano, Gorga, Morolo e Sgurgola, immersi in una oasi naturale di grande valore naturalistico, di origine carbonica, con un paesaggio modellato dal processo di carsificazione e caratterizzato da centinaia di doline e inghiottitoi.

La vegetazione è florida e presenta lecci, faggi, carpini e castagni, unitamente ad altre formazioni boschive, anche rare. La fauna è ricca e varia, soprattutto nelle aree in cui la macchia e il bosco sono ancora integri. Tuttavia, l’attività agro-pastorale dell’uomo ha avuto un ruolo determinante nella definizione del paesaggio.

Le prime tracce risalgono all’uomo paleolitico, fino a insediamenti pastorali tipici più recenti, con capanne e terrazzamenti a gradoni. Frequenti sono i reperti archeologici presenti sulle montagne (insediamenti di età pre-romana, romana e medioevale), che fanno di questa zona un interessante intreccio di cultura, storia e natura.

Da Carpineto, situato nel cuore dei Monti Lepini, è possibile effettuare diverse escursioni naturalistiche: alla “Faggeta”, sul Monte Semprevisa, sul Monte Melaina e sul Monte Capreo.

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